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Bozza di documento per la discussione del 21 marzo

L'Aquila Anno1

SPAZI APERTI per una AGENDA AQUILANA


E’ passato quasi un anno dal terremoto e L’Aquila con le sue frazioni attende ancora che la ricostruzione abbia inizio. In questo anno sono stati affrontati solo parzialmente i problemi dell’emergenza, ma nulla è stato ancora fatto per la ricostruzione vera e propria della città con il suo tessuto economico e sociale. L’azione delle Istituzioni ha sempre escluso la popolazione dalle scelte.

In questi mesi abbiamo avuto la sensazione di assistere ad un brutto film visto tante volte in Italia; storie di ricostruzioni che non finiscono mai, di nuovi quartieri e città che spuntano qui e là, un po’ per caso, un po’ per convenienza. Piani tanto avveniristici sulle carte dei progettisti, quanto desolati nella realtà di chi, poi, li vive; che frammentano o distruggono le comunità. Storie di gente che non ce la fa più e va a cercare futuro altrove. Di gente che resta, solo perché non ha altre possibilità. Storie di città che si spezzano e non riescono più a trovare il modo di ricomporsi.

Tutte queste storie hanno in comune, oltre all'insipienza e spesso al dolo dei poteri politici ed economici, anche, sempre e comunque, l'esclusione dei cittadini dalle decisioni sul loro futuro. Le storie col finale lieto o perlomeno aperto, sono, invece, quelle dove i cittadini hanno potuto e saputo prendere parte alle scelte. Gli abitanti hanno avuto parola, pensiero e immaginazione sull'abitare, gli studenti sull'educare, i lavoratori sul lavorare, i pazienti sul curare, i cittadini e le cittadine sulla città.


Perché non si può ri-costruire senza re-inventare la città: il suo significato dopo il trauma, la sua cultura e il suo posto nel mondo. Non si può ri-costruire senza prima e insieme re-immaginare la proiezione della città nel suo futuro: il suo modo di produrre, di consumare, di spostarsi, di comunicare, di divertirsi e socializzare, insomma di essere. Non si può essere all'altezza di queste responsabilità e opportunità senza avere il coraggio di re-inventare anche i modi e le forme della partecipazione.

Per questo oggi, 21 marzo, primo giorno di primavera, in Piazza Duomo, nel cuore della nostra città, in un’assemblea aperta, svolta secondo metodologie che facilitano la partecipazione, ci siamo incontrati per incrociare sguardi ed esperienze, idee, progetti e sogni. Interrogandoci sulla città, partendo dalle nostre vite, dal nostro vissuto quotidiano, da dove siamo, molti di noi sparsi ancora in alberghi o sistemazioni autonome, altri dislocati in contesti completamente nuovi, senza sapere se e quanto questa situazione è temporanea. Provando a mettere insieme progetti e sogni per la città che vorremmo.

Abbiamo condiviso e raccolto queste priorità:


  • ricostruzione del tessuto urbano

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  • ricostruzione del tessuto economico

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  • ricostruzione del tessuto sociale

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pubblicato il 16/03/10